MAX BLARDONE - Addio alle gare a St. Moritz con la tuta SUPER MAX


MAX BLARDONE - Quella di oggi a St. Moritz è stata l'ultima gara di Max Blardone. Mentre la bandiera francese sventolava su tutti e tre i gradini del podio di gigante (Primo Fanara, secondo Pinturaut, terzo Faivre), Max, oggi SUPER MAX, come riportava il simbolo stampato sulla sua tuta speciale, finiva 15 esimo e abbarcciava al traguardo la sua famiglia, la moglie e i due figli, le cui immagini erano anche riportate sul casco usato oggi in gara, nel mezzo di un cuore. 

Max Blardone abbandona così, a 37 anni, la Coppa del mondo di sci, e lo fa da atleta ancora in forma, capace di far vedere la sua classe con il terzo posto conquistato nel gigante giapponese di Naeba, un piazzamento forse inaspettato, ma bellissimo, perché racconta la determinazione di un campione che ha scritto la storia dello sci azzurro e che allo sci ha dedicato, giorno dopo giorno, tutta la prima parte della sua vita. 

Max Blardone è stato uno dei migliori gigantisti della storia dello sci azzurro: all'attivo ha 25 podi, tra cui 7 vittorie (Adelboden e Alta Badia nel 2005, Beaver Creek nel 2006, Bad Kleinkirchheim nel 2007, ancora Alta Badia nel 2009 e nel 2011 e Crans Montana nel 2012). "Non sembra possibile dopo 16 anni che sia giunto questo momento - ha spiegato Blardone al termine della sua ultima gara - Dopo una lunga carriera è arrivato il momento di abbandonare pure per me, certamente non è facile ma il mio fisico mi dice che è giusto anche se sono ancora competitivo come dimostra il podio di febbraio a Naeba. Sono contento di avere conquistato il terzo posto in Giappione perchè sono riuscito a dedicarlo alla mia famiglia, credo sia stato il podio più importante della carriera. Ho avuto la fortuna di gareggiare al fianco di campioni assoluti come Von Gruenigen, Raich, Pinturault, Hirscher e i norvegesi, penso di avere dato il mio contributo alla causa".

Oggi la sua attrezzatura riportava il suo motto "never give up" la scritta SM con il logo come quello di Superman a indicare "Super Max" e un omaggio alla sua famiglia: "Sul mio casco ho scritto in inglese "never give up", ossia non mollare mai, che è sempre stato il mio credo sportivo - ha concluso Max - Mi sono sempre presentato al cancelletto con l'idea di provare a vincere, forse questo ha fatto la differenza. Nel corso degli anni ho commesso probabilmente qualche errore, probabilmente a causa di qualche spigolosità nel mio carattere, ma l'ho fatto perchè sono sempre stato scrupoloso. Per il futuro ci sono tanti progetti, potrei creare una scuola di sci in cui gli allievi che vanno bene a scuola possono andare avanti anche a sciare, oppure rimanere ancora in questo mondo per dare qualche consiglio ai giovani. Ho annunciato l'addio in Alta Badia perchè è la pista che mi ha regalato le più grandi gioie, non volevo farlo all'ultima gara. Mi sono goduto la stagione, oggi parte una nuova vita, mi godrò mia moglie Simona e i miei figli Alessandro e Ginevra. Grazie a tutti".

 

Nella foto (FISI/Pentaphoto) il marchio di fabbrica di Max, con i bastoncini a mimare un arco incoccato, e la sua famiglia. 



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