E-mountain bikers contro puristi: sarà come la disfida 'sci-snowboard'?


In montagna è ancora molto piacevole fare escursioni durante questa Indian Summer, e sembra ieri quando parlavamo di ferrate, sentieri, vie, mountain bike e cercavamo refrigerio in alta quota. E oggi già annusiamo la neve… Ebbene, a consuntivo dell’estate 2017, nella quale la montagna ha registrato dati di presenze confortanti (vedi qui su dovesciare.it  http://www.dovesciare.it/news/2017-10-09/montagna-aspettando-la-neve-si-festeggia-unestate-da-record ), uno dei nuovi trend è stato quello della e-bike. Sulle Dolomiti, sembra perfino che sia nata una  disfida fra puristi e nuovi utenti delle bici assistite, un po’ come  quella ormai trentennale (e mai risolta) tra snowboarder e sciatori

Fino all’estate 2016 quello delle e-bike (e più in particolare  delle e-mtb, ovvero mountain bike a pedalata assistita) era un fenomeno marginale (anche a causa dei prezzi molto elevati) limitato ai noleggi giornalieri, ai quali ci si rivolgeva tanto per capire se il giochino fosse davvero divertente.

Da quest’anno invece in Dolomiti c’è stata l’esplosione vera e propria: al punto che ormai ogni nolo bici è fornito di una vasta gamma di e-mtb: soprattutto su percorsi medio-facili, si nota ormai quasi un 50% di bici a pedalata assistita. Con grande fastidio ed evidente scherno da parte dei puristi della bici muscolare. Scherno perché ‘se non ce la fai, stai a casa’, fastidio perché sentieri e grandi dislivelli riservati fino qualche tempo fa a pochi ben allenati, oggi pullulano di e-bike portate da soggetti non proprio in forma.

Ecco allora il mio punto di vista di purista, che ha però provato più volte – e perfino  regalato alla mogliettina recalcitrante – una e-mtb.

Sfatiamo un mito: non si tratta di bici elettrica o di ‘motorino’, ma di pedalata assistita da un motorino elettrico. Se non spingi sui pedali, il motore non ti assiste; più spingi, maggiore è la coppia che il motore ti restituisce. Dunque, per pedalare bisogna pedalare. Quanto pedalare e quanto faticare lo decidi tu: di norma il motore ha quattro ‘marce’ o meglio programmi, che modulano l’intensità della coppia con cui esso restituisce energia per il moto del ciclista.

Capisco, almeno in parte, il fastidio dei puristi: è difficile da accettare, mentre fatichi e sudi arrancando per uno stradello ghiaioso in quota, vederti superare dal signore over ‘anta’ con pancetta over …. size.

Ma che regola stanno violando gli e-biker? Nessuna. Di razzismi, discriminazioni, sette e congreghe ce ne sono già troppi. Non è per caso lo stesso ‘snobismo’ che deve aver animato i puristi delle pelli di foca, quando negli anni ’30 del secolo scorso nascevano qua e là le prime seggiovie?

Io l’ho provata la e-mtb e l’ho trovata divertente: a chi non piacerebbe raggiungere posti bellissimi con minore fatica? Perché mai chi ‘non ce la fa’ deve rimanere a casa? E’ un po’ lo stesso discorso degli impianti d risalita. Portano in quota tutti, a godere di fantastici panorami altrimenti preclusi.

D’altronde anche gli attuali puristi invecchiano, e non è detto che ‘finchè ce la faccio vado, dopo me ne starò a casa’. Magari con qualche acciacco da vecchietti sarà bello salire in alta quota…

Un’altra cosa molto bella è proprio la condivisione: un patito della bici ha la possibilità ora di portare con sé i propri cari (con la e-mtb) in posti bellissimi che prima si potevano solo raccontare. Per esempio gli strepitosi alpeggi del Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies, sulle Dolomiti? O il Monte Elmo salendo da Sesto Pusteria: a fine ottobre qui è la sublimazione dell’andar per monti in bicicletta.

Solo un problema: benchè percorsi e fondi stradali facciano una sorta di selezione naturale per cui non vedremo mai un e-biker in un tracciato accidentato scavato dall’erosione, è vero però che aumenterà sempre più l’affollamento sulle normali strade forestali, ora percorse sia da ciclisti che da escursionisti a piedi, con possibile maggiore disagio per questi ultimi. Beh, qui la differenza la faranno educazione e buon senso: il ciclista di lungo corso ha già sviluppato queste sensibilità, ed esse  dovranno diventare patrimonio anche dell’e-biker occasionale.

Intanto, guardate questo link: http://www.moviment.it/it/emtb-sharing-points-moviment-alta-badia.php In Alta Badia hanno istituito gli sharing point per l’e-mtb in quota, in particolare nell’area estive ‘Moviment’ (Piz Sorega, Col Alto ecc.)… (la foto è una cortesia di Moviment.it, photografo Manuel Sulzer)

 

Articolo in collaborazione con Matteo Bottonelli



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