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Sogni d'oro al Kempinski


Sogni d'oro al Kempinski
17-03-2016

Ma chi è che può spendere centinaia e centinaia di euro al giorno, a volte migliaia, per soggiornare in un hotel 5 stelle lusso? E pensare che a St. Moritz di hotel di lusso ce sono ben 5. Me lo chiedo sempre, quando ho la fortunata occasione di soggiornarci per lavoro o più raramente per un colpo di vita personale, sfruttando last minute e superofferte. Ha senso anche il solo fatto di scriverne qua sopra, o sui giornali, di hotel 5 stelle? Per quali lettori? Secondo me sì, ha ancora un po’ di senso. Ma non per ‘far sognare’, come hanno fatto le riviste patinate (ops, dimenticavo: dove sono finite?). Ma perché sarebbe bello che tutti potessimo concederci qualcosa, una volta l’anno o una volta nella vita. E poi perché anche nei 5 stelle, cercando bene sui siti specializzati, o fra le pieghe dello loro offerte, si possono pescare delle tariffe ‘possibili’, un po’ come nei viaggi aerei. Poi, è chiaro, bisogna stare attenti a non farsi spennare con gli extra. Ei bisogna ‘accontentarsi’ di una camera base.

Pensavo a tutto questo qualche giorno fa, quando visitavo lo spettacoloso Kempinski Grand Hotel des Bains di St. Moritz, di fronte a un cocktail che costava 20 euro al tavolo: in assoluto è tantissimo, ma degustato in un bar storico come quello del Kempinski, con una qualità eccelsa e un servizio impeccabile, diventa meno ‘assurdo’ se confrontato a certi bar di città dove il drink costa 12 euro, ma è tutto ghiaccio e sciroppi, accompagnati da avanzi della mattina o da patatine… Ma vediamo i prezzi del soggiorno: in bassa stagione sciistica (a St. Moritz altro che bassa… si scia sempre da Dio, anche ad aprile!) ci sono pacchetti a partire da 554 franchi a persona per 3 pernottamenti (in pratica 3 al prezzo di 2), compreso skipass, ingresso alla zona Spa Wellness di 2800 mq totali (piscina, sale fitness, saune, salotto, terrazza SPA, spa riservata alle fanciulle, sauna bio, grotta aromatica, massaggi al grasso di marmotta e molto altro ancora), un buono acquisto di 50 franchi nelle boutique del resort, colazione a buffet.

Non male. A proposito di colazione: c’è veramente di tutto, di qualità altissima, dai pesci marinati alla frutta esotica, alle specialità calde preparate a vista dagli chef. Insomma, a prezzi tutto sommato plausibili (anche su booking.com e altri si trovano tariffe dai 250 franchi al giorno a persona in camere superior) si viene coccolati in tutto e per tutto, nelle atmosfere Belle Epoque. E poi è troppo divertente cogliere certi particolari nello stile e nel servizio che in un normale hotel non potresti mai sperimentare. Un corollario di agi e piacevolezze grazie all’alta qualità, dal dettaglio alle grandi strutture, unite alla perfezione svizzera… Dalla bottiglia di benvenuto in stanza, al  riassetto della camera anche di sera, dal ‘valletto’ che ti prende gli sci al ritorno, fino a un noleggio materiali e laboratorio con skiman tutti per te, interni all’hotel…

Già, lo sci: potrebbe sembrare secondario in un posto del genere, e in effetti chi va sciare non sarà più del 30-40% degli ospiti. Però la posizione del Kempinski è la più furba di tutta St. Moritz: in pratica è un hotel ‘ski in ski out’, poco distante dal lago di St. Moritz e proprio accanto alla funivia del Signal per il Corviglia/Piz Nair. Stessa cosa per le piste da fondo, i percorsi mountain bike o il ruscello Kneipp nel giardino alpino dell’hotel: a un passo.

Infine, la gola: una serie di ristoranti diversi (ristrutturati nel 2012), contribuiscono a rendere il Kempinski un Grand Hotel memorabile. Quello principale, il Les Saisons occupa una specie di salone d’onore al piano rialzato; poi il Sra Bua è più intimo, con ispirazione orientale; poi ancora l’Enoteca, specializzato in prodotti regionali sia italiani che grigionesi, è ambientato in una saletta storica deliziosa accanto al Casino (sì, c’è anche quello): ottima la qualità (anche se non mi ha convinto del tutto la linea un po’ confusa del menu e la non sintonia di certi piatti ‘da bistrot’ con l’ambiente storico e lussuoso); infine il ristorante gourmet Ca d’oro. Sogni d’oro (è il caso di dirlo), allora…

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