Luoghi del cuore ritrovati. Folgarida Marilleva


Ho ritrovato con gioia, e un pizzico di sorpresa, un grande comprensorio che ritenevo  – a torto – un po’ in ombra. Da portare alla ribalta invece come un classico di assoluto livello internazionale. Folgàrida-Marilleva, nella trentina Val di Sole. Tutt’altro che la sorella minore della confinante Madonna di Campiglio.

Con quei nomi un po’ così, un po’ ‘finti’, un po’ anni ’70 (Folgarida si confonde poi con Folgarìa…), e con ricordi giovanili di memorabili affollamenti e di alcune piste che allora ritenevo sopravvalutate, e di condomini piuttosto grandi, confesso che ero un po’ scettico su Folgarida-Marilleva…. Tanto più che fa sempre uno strano effetto ritornare in ‘tempi moderni’,  con i materiali di ultima generazione in quei comprensori che ti sono rimasti dentro fin da bambino, negli anni del boom, quando gli sci erano pezzi di legno diritti di 2 metri e le piste erano irte di ostacoli. 

E invece.

Invece, diversi aspetti mi hanno impressionato. La prima: è stata quasi confortante e mi ha rimesso in pace con lo sci, il fatto di ritrovare un po’ di ‘code’, le mitiche ‘code’ (peraltro veloci) dei bei tempi. Non prendetemi per matto. Io da innamorato dello sci la vedo in chiave positiva. Tanta bella gente allegra, variopinta, da tutta Italia, Napoli, Roma, Toscana, Bologna, Romagna…. tantissimi corsi collettivi, in una babele di lingue. Rifugi pieni zeppi, ma organizzatissimi, di qualità gastronomica e a prezzi onesti. Ma chi l’ha detto che la gente non va più a sciare? Impianti moderni di alto livello (a parte pochissime eccezioni, piacevolmente romantiche).  

E poi la seconda cosa che mi ha impressionato: la qualità oggettiva delle piste, in particolare delle nere più significative e iconiche, veri pezzi storici ma rivisitati in chiave moderna, assolutamente da rimettere in alto nelle gerarchie che vedono invece sempre più citate le piste delle Dolomiti orientali. Se erano veri spauracchi negli anni ’70-80 le mitiche Nere di Folgarida e di Marilleva, ora conservano una loro spiccata personalità, con rapidi cambi di direzione nel bosco (specie quella di Marilleva), variazioni di pendenza e movimenti particolari del terreno, oltre a un’esposizione protetta e ideale (nord). La nera di Marilleva con la sua gemella più alta 'Orti', peraltro, ha anche il vantaggio di essere un po’ defilata sul versante nord del Dos de La Pesa,  e quindi dimenticata dal flusso naturale della folla che tende a prediligere i ‘giri’ verso Folgarida e Campiglio: la devi andare a cercare apposta.  Molto carina l’idea di apporre a inizio pista nera un cartello con altimetria e illustrazione grafica del tracciato.

Di gran godimento, però,  anche alcune piste più semplici: a parte  la sempre  affollata direttrice di Malga Panciana-Marilleva, sia la blu che la rossa Belvedere che tornano verso il cuore della stazione sciistica di Folgarida, alternativa alla nera, sono veramente appaganti. Carine anche le ondulate piste ‘nascoste’ della vecchia seggiovia Ometto, fra Monte Vigo e Dos de La Pesa. Una lunga sciata, la offre poi la discesa della val Mastellina verso l’intermedia di Daolasa. Dal 2008 Daolasa è la terza situazione di arroccamento, dopo quelle storiche di Folgarida paese e Marilleva 900. Le piste infatti si possono raggiungere con il treno Dolomiti Express, che ferma direttamente al piano di imbarco della telecabina 8 posti di Daolasa, che a sua volta sale a 2040 m in soli 12 minuti.

Come poi non ricordare la mitica pista n. 10 Malghette, che soffriva di un’esposizione sud est, ora dotata di migliore impianto di innevamento (in tutto il comprensorio, 600 cannoni). Rimane un evergreen, con il suo rilassante andamento ondulato fra radi boschi di larici in quota, ma con un largo muretto finale, anche la Genziana (che insieme alla Malghette forma il collegamento con la zona di Madonna di Campiglio).

In totale sono 25 impianti, 62 km di discese, 36 piste (38% facili, 49% medie, 13% difficili) tra i 2180 metri di Monte Vigo e i 1300 m di Folgarida, con la nera di Folgarida illuminata per lo sci in notturna. Il collegamento sci ai piedi con Madonna di Campiglio e Pinzolo apre le porte della ‘Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta Val di Sole Val Rendena’, 150 km con unico skipass.

Ah, terzo punto, dimenticavo: dal comprensorio, il panorama del Gruppo di Brenta è sempre strepitoso!



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