ARE - Paris “È stata una guerra, ho realizzato un sogno”

07 Febbraio 2019


Dominik Paris ha domato anche il superG di Are portando a casa un oro olimpico che lo consacra tra i migliori discesisti di sempre.

E pensare che, al traguardo, non era convinto che la sua prestazione potesse valergli la medaglia più preziosa: “È stata una guerra arrivare. Si vedeva zero, ma sono riuscito ad arrivare comunque. Hanno fatto fatica tutti. Non è stato per niente facile, soprattutto senza luce, ma sono riuscito a trovare forse quel giusto feeling per centrare il tempo necessario. Nella parte centrale ho sciato abbastanza bene e ho sentito che ero veloce. In alto sono andato discretamente ma non era tanto contento, poi prima dell'ultima doppia ero un po' lungo e ho perso tanto tempo, altrimenti potevo fare 3-4 decimi in meno. Ho visto la gara di Feuz e mi sembrava che avesse fatto fatica. Non mi aspettavo che bastasse questa manche per vincere. Non capivo se stessi andando bene o no, ho solo provato a mollare gli sci e alla fine è andata bene".

Più che bene: un trionfo:”Ho sudato fino al numero 30, non era facile aspettare così tanto gli altri. Secondo me si poteva fare molto meglio, poi è arrivata anche la luce, c'erano ancora Marsaglia, Casse, Danklmeier, ho pensato che potesse girare male, invece no. Non mi sono vestito subito? Dopo la gara un po' di caldo lo prendi, poi ho cominciato a sentire freddo". Per Paris è un’annata strepitosa, con due vittorie a Bormio è una a Kitzbuehel che già avevano portato a parlare di lui come uno dei più forti discesisti di sempre. “Quest'anno sta andando molto bene, abbiamo lavorato per portare più continuità anche su nevi diverse. Come ho già detto anche a Bormio e a Kitzbühel, lo sviluppo che abbiamo fatto sui materiali mi dà molto più fiducia e mi consente di sciare a modo mio su tutti i tipi di neve, perciò è più facile fare bene, anche se alla fine devi sempre fare meno errori possibili. Mi alleno sempre per vincere, so che non puoi farlo sempre, ma l'importante è sempre stare davanti e con l'esperienza si migliora”.

Inevitabile il confronto con i campioni del passato e con quelli del presente: “Io l'erede di Svindal? Può essere, lui è stato un esempio e mi ha dato tanto, sono riuscito a imparare tanto da lui, come si prepara la gara, tutte le linee che ho fatto nelle varie discese. E poi è un grande campione che resta sempre lo stesso, un grande uomo. I complimenti me li hanno fatto tutti, siamo come una famiglia, siamo amici tra noi discesisti, è anche quello il bello: quando non funziona, ti stanno vicino lo stesso".

Quella di Domme è una gioia glaciale: “Sono molto soddisfatto di questa giornata, non mi aspettavo di vincere, sicuramente è un grande sogno che è diventato realtà. Non ho esultato più di tanto? Io non sono un uomo di emozioni. E poi faceva un freddo..."

di Redazione DoveSciare.it
07 Febbraio 2019

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