Erano rifugi per alpinisti, oggi li chiamano "mountain club", una guida ai migliori locali

09 Ottobre 2026

© Fotografia - Fienile Monte al Passo Sella


Un tempo erano soprattutto un punto d'appoggio per alpinisti e sciatore, dove trovare un piatto caldo e un letto dopo una giornata in montagna. O riparo dal freddo e dalla veve tra una pista e l'altra. Oggi alcuni rifugi si sono trasformati in locali di tendenza, tra architetture contemporanee, cocktail, champagne e proposte gastronomiche ricercate. 

È l'evoluzione dei mountain club, raccontata dalla prima "Guida ai migliori mountain club d'Italia", firmata da Andrea Guolo con i contributi di Giambattista Marchetto e Tiziana Di Masi e pubblicata da Morellini Editore, in libreria dal 30 ottobre 2026. Il volume censisce 109 indirizzi in 32 comprensori sciistici del Nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, e prova a mappare una nuova forma di ospitalità in quota, dove la pausa tra una discesa e l'altra può diventare una destinazione a sé. 

Non più soltanto rifugi tradizionali frequentati da sportivi ma anche ristoranti, après-ski "fighetti" e locali di design, frequentati anche da chi non scia. La selezione, avviata nel 2025, è stata realizzata da una giuria di giornalisti specializzati. I criteri di valutazione comprendono location, servizio, design, ristorazione, beverage e cocktail e atmosfera. Il punteggio, espresso in centesimi, viene tradotto in fiocchi di neve. 

Cinque strutture hanno ottenuto i "tre fiocchi gold", riservati a chi supera i 90 punti: Stella di Pila in Valle d'Aosta, Sunny Valley Kelo Mountain Lodge in Valtellina, Doss Alpine Style a Pinzolo, Fienile Monte al Passo Sella e Alpinn by Norbert Niederkofler a Plan de Corones. La guida fotografa così un cambiamento anche culturale: la montagna non è più frequentata soltanto per salire in vetta o scendere lungo le piste, ma anche per vivere un'esperienza gastronomica e di ospitalità o "experience" come dice chi ama gli anglicismi. 

 

di Redazione DoveSciare.it
09 Ottobre 2026