Bormio, nessun nuovo impianto di risalita per le olimpiadi. Anzi, uno in meno
05 Febbraio 2026
Per le Olimpiadi invernali si prevedeva di costruire una nuova telecabina che dall'arrivo della pista di discesa libera riportasse sciatori e atleti in quota, ripristinando la telecabina Bormio - Ciuk, dismessa molti anni or sono, su una linea simile seppure non identica a quella del vecchio impianto. Secondo il CIO la telecabina era necessaria come backup dell'impianto principale Bormio - Bormio 2000 in caso di malfunzionamento di quest'ultimo. Già questa tesi aveva lasciato da subito qualche dubbio perchè esiste anche una strada, in caso si debba correre ai ripari in una situazione di emergenza (piuttosto improbabile) per una eventuale rottura dell'impianto principale esistente. Sempre nel piano olimpico iniziale era previsto un secondo impianto, questa volta una seggiovia automatica a 6 posti, che coprisse il percorso Ciuk - La Rocca. Entrambi gli impianti sono stati solo appaltati ma i lavori sono previsti per la prossima estate.
Un impianto già dismesso e non sostituito
Per ironia della sorte, un impianto è invece stato smantellato e non ricostruito. Si tratta della seggiovia Fontanalonga-Valbella che Simico aveva chiesto - e ottenuto - di smantellare entro il 30 aprile 2025 per dare il via ai lavori per il nuovo impianto. Ma il risultato è stato che la vecchia seggiovia è stata smantellata nei tempi previsti ma la costruzione del nuovo impianto - ad oggi - non è ancora partita.
I chiarimenti di SIB
Una situazione piuttosto paradossale su cui SIB, la società che gestisce gli impianti di risalita di Bormio, ha voluto spiegare in maniera ufficiale e pubblica ai propri clienti già prima di Natale, quando aveva già ricevuto molte critiche e lamentele.
Innanzitutto ha voluto sottolineare che la view della società è molto diversa da quanto deciso, in particolare aveva più volte palesato la propria contrarietà al ripristino della telecabina Bormio - Ciuk. Sempre secondo SIB sarebbe stato più opportuno destinare i fondi ad un progetto di più ampio respiro che permettesse di ampliare l'area sciabile collegandola con le limitrofe stazioni sciistiche o almeno ad ampliare l'area sciabile tenendo conto dell'evoluzione climatica e dello stato degli impianti, e non investire in un impianto a valle.
In secondo luogo ha denunciato come abbia dovuto smantellare in tutta fretta l'impianto esistente a proprie spese proprio per favorire l'inizio dei lavori per il nuovo impianto. Inizio dei lavori che ad oggi non si è ancora verificato. L'iter non dipende da SIB ma da Simico che coordina le principali opere olimpiche
L'innevamento artificiale
Nel corso dell'estate si è pensato a migliorare le garanzie di innevamento della pista olimpica con un nuovo bacino e un nuovo impianto di innevamento artificiale, collaudato prima di Natale che ha causato qualche ritardo nell'apertura della pista al pubblico su cui anche qui SIB ha voluto chiarire che non dipendeva dalla sua volontà ma dal tardivo affidamento temporaneo dell'impianto di innevamento stesso. Però è positivo che si sia investito nel miglioramento di un sistema ormai imprescindibile per poter avere garanzie di apertura del comprensorio.
Un'occasione persa
I grandi eventi sono spesso l'occasione per un rilancio delle zone interessate sia a livello mediatico sia a livello di servizi perchè vengono canalizzati investimenti pubblici non ripetibili. Dal punto di vista sciistico, Bormio e le località vicine - Santa Caterina e Oga - San Colombano - avrebbero avuto bisogno di un collegamento sci ai piedi - o almeno a fune - che permettesse loro di fare un grande salto di qualità raggiungendo la massa critica necessaria per accontentare anche il turismo di lungo raggio. Un pensiero che si legge tra le righe nel comunicato di SIB del 22 dicembre e che riteniamo sia supportato anche dalle esperienze di altre stazioni che con nuovi collegamenti hanno registrato crescite incredibili di presenze e fatturato. E l'evento olimpico sarebbe potuto essere la molla per far partire un progetto di questo tipo con una visione di lungo periodo. Chiariamo che un progetto di questo tipo esiste e nonostante le difficoltà dal punto di vista procedurale procede comunque. La preoccupazione è che, passato il treno delle olimpiadi, possa essere più difficile reperire i fondi - o il consenso - necessari per realizzarlo.
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