Nevicherà o no? Come farsi da soli previsioni meteo affidabili


(di Fabio Bottonelli, in collaborazione con Matteo Bottonelli, skimeteo freak)

Un’inversione termica da paura sta interessando in questi giorni il Nord Italia nel corso del weekend sciistico più atteso dell’anno, il ponte dell’Immacolata: in Emilia Romagna, Veneto e parte della Lombardia in pianura il cielo è grigio per molte ore al giorno o, peggio, c’è nebbia fitta, mentre ci sono 8-10 gradi e sole implacabile in montagna (come volevasi dimostrare, ahimè: leggi qui il precedente articolo http://www.dovesciare.it/ski-writer/10/11/2015/meteobizzarie-linversione-termica-mette-rischio-la-neve-programmata) . Dove peraltro, nonostante tutto, si scia benino, grazie al fondo di innevamento programmato ‘costruito’ miracolosamente in poche notti fredde. Noi del popolo della neve, però, siamo alquanto in ansia: ci vuole neve, neve vera. Allora ogni ora guardiamo le app meteo del nostro smartphone in cerca di un barlume di speranza; quella mezza nuvoletta stilizzata con un po’ di sole e un fiocco di neve che ogni tanto compare per i prossimi giorni ci illude… Salvo poi essere smentiti da un sole inesorabile, e caldo, troppo caldo… Allora: non scagliate via il vostro telefonino, le app meteo consultiamole pure, ma non facciamoci illusioni: non solo queste previsioni valgono per non più di 24-48 ore, ma vanno interpretate e integrate – se dovete programmare un’uscita sulla neve – con spirito critico e qualche cognizione per non cascare in certi tranelli. Perché, giocoforza, per essere immediate devono semplificare. E allora diventano più che semplici, semplicistiche.

Come fare, allora, a programmare le uscite outdoor, le gite, le sciate (per non parlare dei campi professionali di vitale importanza, come trasporti, agricoltura ed edilizia)? Non serve essere esperti di meteo per vederci un po’ più chiaro nel baillamme previsionale. Primo: l'apposita sezione di Dovesciare.it è assai affidabile http://www.dovesciare.it/meteo-localita-sciistiche. Secondo, guardare ‘oltre le righe’, fra le pieghe dei bollettini meteo sui siti specializzati, osservando le carte e cercando di capire la dinamica complessiva della situazione, non limitarsi a inserire il nome della località. Terzo: per chi è ancora più curioso, viene in aiuto la carta … Spaghetti. Spaghetti che? Non è uno scherzo. In gergo, si chiamano veramente così, “carta Spaghetti”, i grafici frutto dei vari modelli previsionali. Sono reperibili su internet e più facili da capire di quanto non appaia a prima vista, e permettono di costruirsi in casa una previsione a 5-7 giorni più affidabile della ‘finestra’ che appare sullo smartphone. La “carta Spaghetti” è proprio quella che ci permette di visualizzare i vari scenari.

Premessa: tutte le previsioni, sia delle banali app che dei siti meteo più famosi, vengono emesse basandosi sui cosiddetti 'run' (le ‘corse’) di alcuni modelli matematici di riferimento. Prendiamo per esempio il modello americano GFS, uno dei più noti. Ogni 6 ore (e qui cominciamo a capire perché da un momento all’altro ci cambiano le previsioni sul telefonino) il Modello viene fatto ‘girare’. Ma sono ben 21 le diverse ‘corse’ che vengono fatte compiere al Modello: ognuna leggermente diversa dall’altra, ognuna con un piccolo elemento di perturbazione nei dati inseriti. Perché la meteorologia non è altro che una scienza probabilistica.

Che ne esce, allora? Ben 21 risultati diversi … più 2: i due in più sono uno la ‘media aritmetica’ di tutti gli scenari previsionali, e l’altro la ‘media ponderata’, ovvero lo scenario più ‘probabile’.

Tutto questo si legge in un grafico che presenta quindi 23 linee: tanto più queste saranno convergenti e tra loro vicine, tanto più le  corse si assomigliano e tanto più elevata è la probabilità che la previsione sia esatta.

Un esempio? Vediamo la foto n. 1, riferita oggi 6 dicembre a Cortina d'Ampezzo.

Vedete che a 4/5 giorni le corse dei modelli sono praticamente convergenti (spaghetti ‘chiusi’), mentre oltre iniziano a divergere anche di molto (spaghetti ‘aperti’)? Ripetiamo: tanto più ‘chiusi’ sono gli spaghetti, tanto più convergono le corse del modello e tanto più alta è l’affidabilità della previsione.

Senza entrare nel merito del significato dei diversi colori (questo sì, è da meteomen), andiamo più a fondo nella lettura del grafico:  sull’asse orizzontale sono  i giorni, sull’asse verticale di sinistra la temperatura, sull’asse verticale di destra i millimetri di precipitazione attesi (1 mm di pioggia corrisponde a 1 cm di neve).

Gli spaghetti nella parte bassa del grafico, dunque, rappresentano le precipitazioni attese; gli spaghetti al centro indicano la temperatura (calcolata a 500 hectopascal, per gli esperti meteo, circa 5000 metri); gli spaghetti nella parte superiore indicano la temperatura a 850 hectopascal (che corrispondono approssimativamente ai 1500 metri sul livello del mare, che è la quota che più ci interessa, per ora).

E allora, cosa succederà nei prossimi giorni sulle Dolomiti? C’è da deprimersi un po’, anche perché non sarà molto diverso nel resto delle Alpi… Calma piatta, purtroppo. Temperature mai troppo basse, probabilità di neve scarsissima (c’è un picco del 30% di probabilità il 14 dicembre, ma ahimè è niente, e inoltre c’è un’affidabilità scarsa, poiché le linee, come abbiamo visto, a 5-7 giorni divengono molto divergenti).

Ma come costruirsi il proprio grafico centrato sulla località di interesse?

Semplice: ci sono diversi siti specializzati: cercate grafici+modelli+meteo, per esempio, poi inserite la località ricercata. seguendo le istruzioni.

E le app meteo sul cellulare le buttiamo via? No, teniamole: ma oltre i 2/3 giorni diamo loro solo il peso che meritano. Non troppo.



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