Magia del 'millerighe' a primavera


Che libidine, una pista intonsa alle 8.30 di mattina. Con le ‘millerighe’ stampate dai gatti ben visibili sulla neve. Succede anche a primavera inoltrata di trovare terreni così invitanti. Ideali per lasciare due binari perfettamente paralleli e fare esercizio di presa di spigolo prima che la pista si ammorbidisca (quando poi sciare in conduzione diventerà fin troppo facile). A volte, addirittura, questa neve di prima mattina è veramente durissima, tanto da far quasi vibrare gli sci su quella ‘zigrinatura’ lasciata dalle frese dei gatti. Eppure, se guardiamo la temperatura scopriamo che nemmeno di notte essa è scesa sotto lo zero  Come mai?

La spiegazione del fatto che la primavera riservi simili piacevoli sorprese va ricercata in un immaginario manuale del ‘piccolo fisico’: precisamente, sono le proprietà fisiche dei fluidi e i microclimi che creano tali strani fenomeni. La neve, che per effetto del colore bianco assorbe dal sole poco calore e lo cede velocemente all’imbrunire per irraggiamento (effetto ‘albedo’), si raffredda ugualmente di molti gradi soprattutto in presenza di aria secca ed assenza di vento. Al punto che in condizioni ottimali la nostra amata bianca materia prima può raggiungere temperature anche di 10 °C inferiori all’aria circostante.

Ecco perché nelle mattine di primavera troviamo il ‘millerighe’ duro e ghiacciato anche con temperature sopra lo 0°C. Mezz’ora di sonno in meno e lo spettacolo è servito.

In collaborazione con Matteo Bottonelli, ski meteofreak

Foto; credit Wisthaler Dolomiti Superski

 



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