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Meteopsycho


Meteopsycho
12-01-2017

La nostra società sembra nutrirsi di un orrendo mix di ‘bufalismo’ internettiano e feisbukiano, movimentismo antiscientifico, ignoranza, dietrologia e sensazionalismo. Quando in questi giorni ‘nella morsa del gelo’ (aaaargh!) sento certi discorsi da bar sport sul tema meteo, ma soprattutto quando sento dei sedicenti esperti dire che se fa freddo è colpa dell’uomo  e dell'effetto serra, che ha prodotto sconvolgimenti climatici tali da portare gelo e neve in luoghi dove non si erano mai osservati, potrei diventare cattivo. Sono pochissimi gli interventi equilibrati in proposito. Uno di questi è stato di Pier Paolo Talamo, laureato in Fisica e docente presso un Istituto tecnico aeronautico in Puglia, ripreso poi da Alessio  Grosso, noto divulgatore meteo. Il punto è che in fatto di clima, la memoria e la vita umana sono estremamente brevi, troppo brevi. Ondate di freddo storiche si sono verificate nel 1929, nel febbraio 1956, nel gennaio 1968, nel gennaio 1979 e 1980 (a Taranto la neve rimase al suolo per 3 giorni), fino a quella memorabile del 1985 (più volte meno 15 nelle città padane e quasi un metro di neve in due intensi fenomeni). Ma poi fu molto molto freddo nel marzo 1987 (con neve sui litorali della Puglia per una settimana), del gennaio 1993... E chissà quante volte prima dell’inizio di una raccolta dati attendibile, nei secoli scorsi… Ma senza andare troppo indietro anche nel 2010 e nel 2012 ci furono punte di gelo mica da ridere, testimone io stesso in Emilia con vari meno 10 in pianura e diverse nevicate di bella… powder. Questi sono tutti dati facilmente reperibili, ma secondo la vulgata popolare il clima sarebbe impazzito in conseguenza del riscaldamento climatico del pianeta indotto dall'uomo: ma che diamine, quando cadono metri di neve in Appennino centro meridionale, o sulle Murge, è relativamente normale. E su Corno alle Scale e Cimone negli anni ’80 più volte gli impianti hanno chiuso il 1 maggio…

E purtroppo lo sanno bene gli abitanti delle zone terremotate dell’Aquila prima, e poi di Umbria e Marche quest’anno, il freddo che fa da loro.

Un altro luogo comune è che dal caldo si passi improvvisamente al freddo. Questo non solo è un tipico errore di percezione, ma in realtà le più severe ondate di freddo del passato, tra cui molte di quelle citate,  sono venute dopo periodi caratterizzati da clima mite e stabile.

Altra semibufala: "A queste bizzarrie del clima dobbiamo abituarci, il riscaldamento del pianeta fonde i ghiacciai del Polo Nord e parte di quel freddo si riversa verso Sud, favorendo una meridionalizzazione delle correnti che ci espone ad ondate di caldo, alternate ad ondate di freddo intenso".

Ma questi che danno queste spiegazioni da quattro soldi, non erano gli stessi che poco tempo avevano appena detto che il riscaldamento del pianeta avrebbe favorito l'intensificazione delle correnti zonali, che avrebbero riversato fiumi d'aria mite oceanica? Non avevano parlato di inverni sempre più brevi e più miti e più simili alla Primavera?

Si parla degli iceberg che si staccano in Antartide (ma lì ora è estate!) e dei 10°C di Londra (assolutamente normali! Della Corrente del Golfo ne spiegano ancora gli insegnanti delle elementari?), ma nessuno dice che in gran parte dell’Asia, Turchia e Libano compresi, e dell’Est Europa stanno subendo un anno freddissimo e nevoso (in Russia si toccano i -52°C).

Insomma, tutto viene  ricondotto all’effetto serra, ma tanto saranno ben pochi quelli che obietteranno, o ricorderanno, anche attraverso i racconti dei nonni, che il clima ha subito da sempre oscillazioni continue verso il caldo, o verso il freddo, verso la siccità, o verso l'eccesso di precipitazioni.

Ah, dimenticavo: “Non ci sono più le mezze stagioni…”. Naturalmente, scherzo.

 

Nella foto: il vostro ‘skiwriter’ nei Colli Bolognesi (150 metri di altitudine) su 30 cm di neve. Era il ‘lontano’ 2010… ma anche in copertina la famosa foto di Porto Cesareo il 7 gennaio. Ha fatto il giro del web.

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