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Zoncolan, montagna cult


Zoncolan, montagna cult
19-02-2017

Certo che uno non ci pensa ad arrivare fino in Friuli per sciare. E’ un po’ colpa di una certa visione ‘milanocentrica’ e ‘dolomiticentrica’ dei media, che impedisce di rendere una veritiera percezione della distanza.  Grazie alle autostrade A 4 e della Carnia e a una buona rete stradale regionale, in realtà da Bologna e da tutto il centro Italia e ovviamente dal Veneto è esattamente come andare nelle Dolomiti, ma anche da Milano è solo mezzora in più che guidare fino a Cortina o in Val Badia…. Mica 1000 km. E così, a sono andato a provare alcune stazioni sciistiche della Carnia, dopo che una vita fa ero stato solo a Piancavallo. La Carnia prima di tutto, cos’è? E’ una regione geografica e culturale ben precisa, corrispondente a 4 vallate delle Alpi Carniche, fra cui quella del Tagliamento, con 28 comuni e appena 40.000 abitanti, a nord di Pordenone e a nord ovest di Udine, gravitante sul centro di fondovalle che è Tolmezzo (quindi, Tarvisio, per intenderci, non è Carnia). Le stazioni sciistiche della Carnia sono essenzialmente tre, e  come le altre del Friuli sono gestite dal ‘pubblico’, cioè dalla società Promoturismo della Regione Autonoma: una ha una certa fama, forse più dovuta al ciclismo (arrivo di alcune epiche tappe del Giro d’Italia), e cioè lo Zoncolan;  l’altra più ‘misteriosa’, eppure con tanta storia alle spalle, è Forni di Sopra; poi nell’estremo nord c’è il paese fatato di Sauris in una sorta di enclave di ceppo tedesco, che ha solo un minicomprensorio (oltre al suo squisito prosciutto); e in più c’è anche Forni Avoltri, che è una capitale internazionale del biathlon.

Piccola regione multiforme, con il mare a un passo, la Carnia ha montagne più ripide e impervie e meno ‘panettoni’, valli strette tipicamente fluviali a ‘V’, e non di origine glaciale, a ‘U’. Dunque, morfologicamente non troppo adatta per i grandi collegamenti sci ai piedi. Ma ha tanto fascino e spunti d’interesse: può meritare un soggiorno lungo, per esempio facendo base nell’albergo diffuso di Sutrio per poi sciare 2 giorni allo Zoncolan, 1 o 2 a Forni di Sopra, 1 a Sauris insieme a visite, 1 o 2 eventualmente per fare fondo al famoso centro internazionale di Paluzza o sci alpinismo, o in alternativa raggiungere altre mete classiche in giornata, ad esempio Cividale, Gemona, il Collio, Grado, Aquileia, Trieste. I comprensori infatti sono relativamente piccoli. Piccoli ma carini. Una cosa che colpisce è la quota relativamente bassa. Lo Zoncolan - a cui si accede dal paesino sparso di Ravascletto con funivia o da Sutrio con strada -  non arriva a 2.000 metri sul monte Tamai e parte dai circa 900 metri, alla stazione a valle. Un po’come in Austria, perché qui il clima è tutto particolare, e anche la neve naturale è – a parte quest’anno – sempre abbondante.

La ski area dello Zoncolan è una sorta di anfiteatro naturale con 4 seggiovie quadriposto e 1 biposto per la cima Tamai, più impianti minori e vari tapis roulant, e presenta parecchi tracciati vicini e concentrati (22 km di lunghezza complessiva compreso campetti e skiweg), piuttosto mossi e interessanti, quasi esclusivamente fra radi boschetti (cosa molto utile in caso di cattiva visibilità). Il dislivello massimo continuo va però dai 1750 m della stazione a monte della funivia fino a Ravascletto, ma il punto più alto è il Tamai a circa 1900 metri. Spicca la nera Zoncolan 1. La pista ‘Canalone’ (che in effetti è stata ricavata in un vallone naturale che incide il versante) merita delle ripetute e ha tutte le carte in regola per essere un cult, tutta in bosco. Dalla cima dello Zoncolan sono 4,1 km e 825 m di dislivello. Primo tratto sostenuto, ma sempre largo, curvoni secchi, una stradina che ricorda quella…. di Kitzbühel: fino a qui in realtà c'è una pista variante che si chiama Lavet ed è la n.15 (e consente in certi periodi di risalire in vetta dall'intermedia). Poi dai 1300 metri si entra nel Canalone vero e proprio, pista 9 (rossa): si addolcisce via via, ma di poco, e non concede tregua alle gambe, pur permettendo ampi curvoni in sicurezza grazie alla larghezza notevole. In quota ci sono diverse baite, alcune animate e gettonate dai giovani come il rifugio Goles. Spartano, ma con cucina tipica non male (esempio, orzotto con particolari erbe di montagna), il rifugio albergo Al Cocul.

Per tutte queste caratteristiche e anche per una certa organizzazione si pone assieme a Tarvisio come comprensorio principale del Friuli.

www.carnia.it

www.promotur.org

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