Stop al nuovo impianto tra Santa Caterina e Bormio, fondi spostati per migliorare i muri del paese
14 Maggio 2026
Da decenni si valutano possibili strade per collegare Bormio e Santa Caterina. Addirittura, il vicesindaco di Livigno Remo Galli nell'ormai lontano 2016 dichiarava "Ho preso contatti con l’ingegner Gasser per accelerare ancora di più sul nuovo piano di collegamento sci ai piedi tra Livigno e Valdidentro-Bormio-Santa Caterina e tra i due versanti di Livigno". E ancora nel 2020 Bonseri, amministratore delegato di Santa Caterina Impianti auspicava che con le Olimpiandi invernali assegnate a Milano Cortina, si riprendesse la progettualità del collegamento Bormio - Santa Caterina iniziata nel 2005 . Mentre difficilmente potrebbe essere realizzato il collegamento intero da Livigno per via delle lunghe distanze, forse più alla portata potrebbe essere quello tra Bormio e Santa Caterina.
Il progetto di collegamento tra Bormio e Santa Caterina, o almeno il primo step, prevedeva un impianto tra Sant'Antonio e Valbella con relativa pista interamente fuori dal parco dello Stelvio e non soggetto alle relativa ferree regole. Il nuovo impianto non avrebbe collegato le piste dei due comprensori ma almeno li avrebbe avvicinati accorciando la distanza a soli dieci minuti di skibus. Una parte dei fondi (4,5 milioni) erano anche già disponibili così come le varianti ai rispettivi piani regolatori.
Tuttavia il comune di Santa Caterina Valfurva ha deciso nei giorni scorsi di rinunciare all'impianto per via delle difficoltà autorizzative e delle tempistiche troppo ristrette, oltre che alla mancanza di disponibilità delle funivie di accollarsi una parte dell'investimento. I fondi sono stati così spostati dall'impianto a interventi di riqualificazione urbana come la copertura in pietra del muro nei pressi del comune. E' stato finanziato anche il prolungamento di un altro muro nei pressi della chiesa
Di fronte a questa scelta, non sono mancate le critiche da parte del consigliere di minoranza Edoardo Dei Cas
Questo è un punto delicatissimo e importantissimo. Questo – ha dichiarato - era l’unico progetto strategico sul territorio che avrebbe aperto ad una nuova economia nella parte bassa del paese. Stiamo rinunciando ad un’opportunità che è più unica che rara: è una cosa gravissima. Quest’intervento ci permetterebbe di creare una nuova area sciabile, una possibilità per la parte bassa della Valfurva. Stiamo diventando un quartiere dormitorio.
Su questo progetto del quale si parla da tempo, c’è un discorso economico che era stato sviluppato; viviamo di turismo: sappiamo che ci sono dei costi ma dobbiamo vedere l’indotto. Anche adesso che ci sono state le Olimpiadi non mi sembra proprio che abbiamo sfruttato l’occasione
E purtroppo l'impressione che le olimpiadi fossero state un'occasione persa per unire realtà frammentate era stata anche manifestata qualche tempo fa quando alla vigilia delle olimpiadi, Bormio si trovava senza impianti nuovi, con un impianto dismesso rispetto all'anno precedente e i progetti di collegamento con le realtà vicine di fatto fermi. Le stesse funivie di Bormio si chiedevano in un comunicato ufficiale come mai non si fosse cercato di collegare le vicine skiarea piuttosto che investire in un raddoppio della linea funiviaria dal paese verso il comprensorio sciistico con il ripristino del Ciuk, ritenuto non particolarmente utile. Si sarebbe in effetti potuto tagliare l'investimento dei impianti considerati funzionali alle competizioni olimpiche (ma riprogrammati per la prossima estate ad evento concluso, quindi probabilmente non così necessari) per integrare i fondi già disponibili per realizzare i collegamenti sciistici che forse avrebbero potuto dare un plus importante ad entrambi i comprensori.
