Pontedilegno, nuova cabinovia Valbione - Corno d'Aola - Angelo, ecco come sarà
08 Gennaio 2026
La prossima estate dovrebbe essere quella buona per il pensionamento della vecchia seggiovia del Corno d'Aola a Ponte di Legno e dello skilift Angelo. Si tratta di uno dei pochi punti della ski area che negli ultimi due decenni non sono stati cambiati e al loro posto ci sarà una cabinovia con intermedia, come vi avevamo anticipato qui.
in questi primi giorni di gennaio è prevista la definizio del progetto commissionato dallal Sit (Società impianti turistici) a Peter Pichler e i lavori dovrebbero poi partire nella primavera del 2026 per avere l'impianto pronto per la stagione sciistica 2025/2026. L'importo dei lavori dvorebbe essere, secondo quanto riporta il Giornale di Brescia attorno ai 22 milioni. La nuova cabionvia partirà da Valbione a 1500 metri di quota, avrà una stazione intermedia vicino al rifugio Petitpierre ai 1925 metri del Corno d’Aola e proseguirà poi fino a 2100 metri con la stazione a valle nei pressi di dove oggi arriva lo skilft Angelo (che in molti rimpiangeranno per la panoramica e "romantica" risalita) dove sarà realizzato un ulteriore rifugio.
"L'intervento si basa sul rapporto di lunga data tra infrastrutture, turismo e modelli di insediamento alpino che hanno plasmato l'area sin dagli albori dello sviluppo della mobilità montana - si lgge nella presentazione del progetto di Peter Pilcher - Anziché considerare l'infrastruttura come un elemento puramente tecnico, il nuovo sistema è concepito come una sequenza di momenti architettonici inseriti nel paesaggio. Le stazioni degli impianti di risalita sono progettate come strutture leggere in legno, che condividono un linguaggio architettonico coerente radicato nelle tradizioni costruttive locali. I riferimenti alle tipologie alpine regionali - geometrie dei tetti, stratificazione dei materiali e chiarezza strutturale - sono reinterpretati attraverso un approccio contemporaneo che enfatizza la precisione, la leggerezza e l'onestà dei materiali. Ogni stazione risponde al suo contesto specifico, allineandosi con gli edifici esistenti e la topografia. In cima, il rifugio alpino diventa l'elemento architettonico centrale: un luogo di arrivo, riparo e ritrovo che rafforza il collegamento tra altitudine, paesaggio e presenza umana. Il progetto inquadra l'infrastruttura non come un oggetto, ma come parte di un culto più ampio".
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