L'anfiteatro fatato: L'Alpe Palù, sopra Chiesa Valmalenco


Homo dolomiticus in Lombardia, capitolo 2. Chiesa Valmalenco, in una laterale della Valtellina nel cuore delle Alpi Retiche, proprio sopra Sondrio. Altro paragone con le Dolomiti, dopo quello di Madesimo? Promossa a pieni voti. Grande alternativa alle stazioni olimpiche di Livigno e Bormio durante febbraio, ma da tenere presente anche finita la festa. Qui la conformazione del comprensorio (ribattezzato Valmalenco Bernina Skiresort), raccolto in una sorta di catino bianco al cospetto di grandiosi picchi, è davvero ideale. La maggior parte dei pendii sono ‘protetti’ e in parte fra gli alberi a garantire la buona visibilità e la neve è quasi sempre liscia e farinosa. Non fosse per la forma delle montagne attorno, può ricordare un po’ alcune aree del Trentino. Lo consiglio, per chi può, nei giorni infrasettimanali, quando il manto viene meno usurato e rimane perfetto.

L’accesso principale alle piste, dal paese, è con una super funivia che nei primi anni 2000 si rivelò ardita e pionieristica, ma lo è ancora, tanto da rimanere oggi tra le più grandi del mondo: millecento metri all’insù in 5 minuti, per un balzo in paradiso. La Snow Eagle, senza piloni intermedi e con una pendenza media del 67% – con 160 persone in cabina – ti ‘solleva’ da Chiesa in Valmalenco, e ti ‘trasla’ nella magia bianca dell’Alpe Palù, a 2080 metri. Eppure, arrivando da Sondrio a Chiesa, dopo un’arrampicata di 14 km all’interno di una valle chiusa e aspra che abbandona subito le soleggiate terrazze vitate, ti ritrovi nell’ombra gelida fra versanti incombenti… e poi ti chiedi dov’è la neve. Quella lo troviamo al piano superiore: con sole a volontà, baite sepolte, abetaie infarinate un po’ canadesi, laghi innevati un po’ engadinesi, sullo sfondo della grandiosa scenografia dell’alta montagna. Al piano superiore di Chiesa in Valmalenco, invisibile dal centro abitato, si apre infatti l’Alpe Palù, dove si estende Valmalenco Skiresort, il paradiso bianco che non ti aspetti. In una sorta di anfiteatro naturale giacciono le piste da sci e le moderne seggiovie, che sfiorano i tetti di baite e malghe quasi nascoste dalla neve. E quando si guadagna la cima Motta o Sasso Alto (2339 metri), ecco che solo allora appare il ‘quattromila’ più orientale delle Alpi, il Pizzo Bernina. Il palcoscenico principale però è occupato, con successo, dal massiccio del Disgrazia (3678 metri), che si innalza a est. Da ogni punto del comprensorio, la presenza di questa montagna simbolo della Lombardia è una costante. A sud, molto più lontane, si allungano le Orobie Valtellinesi. Di fronte, si ammira invece la caratteristica cima triangolare del Pizzo Scalino. Pur essendo alta ‘solo’ 3323 metri, è un’icona di Chiesa in Valmalenco. Quasi un Cervino in miniatura, splendidamente acceso di rosso al tramonto, quando da tempo il fondovalle è già piombato nell’ombra. 

L’altro gioiello dell’Alpe è il lago Palù, sempre ghiacciato e coperto di neve. La sua fortuna è di essere leggermente discosto dall’asse principale del comprensorio sciistico e adagiato in un’ampia piana rigonfia di neve, praticamente raggiungibile sci ai piedi (anche se per il ritorno in pista occorre scarpinare un po’). I percorsi battuti che lo aggirano brulicano di fondisti, camminatori e famiglie, esattamente come avviene in celebrate aree invernali di Svizzera o Austria, dove la montagna viene vissuta intensamente anche da chi non è sciatore. Vicino alla sponda sorge il famoso rifugio Palù, in attività dai primi anni ’30 del novecento, sosta obbligata per habitué e nuovi arrivati. Attorno al Lago Palù, un esempio di nuovi format di turismo di cui si sta rendendo protagonista il Valmalenco Skiresort, è il progetto di un antico edificio rurale trasformato in chalet con una filologica ristrutturazione, Ca Latrones, buen retiro romantico con 6 posti letto, proprio fra la foresta e la distesa innevata. Oppure, “2 Cuori in Pista”: un’iniziativa di glamping, che si fonda su una suite ricavata in un vecchio gatto delle nevi posizionato sopra le piste, con vista privilegiata sul comprensorio.

Piste, rifugi, percorsi pedonali o di fondo, ristori, itinerari di sci alpinismo, lo snow park che è un punto di riferimento… Il tutto rende la skiarea una sorta di resort unitario non troppo esteso, ma vario, godibile, completo di ogni tipo di offerta di servizi, quasi un piccolo mondo a se stante. 

E dal punto di vista strettamente sciistico? L’Alpe Palù conta quasi una trentina di km di piste (ne vengono dichiarate 50, questo è un piccolo neo), ampie e soleggiate. La discesa top è la pista nera Thoeni, all’estremità del comprensorio, a volte un po’ accidentata perché in alto c’è solo neve naturale, con un muro finale in ombra da non sottovalutare. A tal proposito. Che c’entra Thoeni? Lo sci agonistico gode di una grande tradizione a Chiesa e nella vicina Caspoggio, paese quasi gemello dalle parvenze di borgo storico (purtroppo sono chiuse da tempo le sue piste). La reputazione sciistica risale ai tempi d’oro della Valanga azzurra. Il campione di casa Ilario Pegorari detto Pecos si piazzava abitualmente dietro un certo Thoeni, il quale insieme ai compagni qua veniva spesso portato dal valtellinese Mario Cotelli. Sempre della Valmalenco è Matteo Nana, sciatore da podio in Coppa del Mondo negli anni ’90, a cui è dedicata una pista nera n. 1 nel lato sinistro (scendendo) della ski area. Belle anche le varianti gobbose da questo pendio, e interessanti le piste servite dalla seggiovia Bocchel del Torno sotto il Sasso Nero, anche per la vista sul sottostante lago Palù e sulla catena delle Orobie all’orizzonte sud. Ma un vero must è la discesa completa dal Sasso Alto fino a San Giuseppe. Sono oltre 900 m di dislivello per 4,5 km di lunghezza – il tratto continuo più lungo - che permettono di disegnare belle curve su pendii tecnici (ad esempio lungo la stessa Matteo Nana, o in alternativa con la blu dall’altro lato). Via via si degrada su tratti più ampi e rilassanti nel bosco, di pendenza pur sempre non banale: la Direttissima Rossa dei Barchi n.3  e poi la Prati Pedrana n.4. Qui, con la seggiovia quadriposto Pedrana Barchi Palù (con provvidenziale stazione intermedia), si risale. Alla stazione a valle ci sono anche parcheggi che permettono di accedere al comprensorio in auto, a 5 km da Chiesa. E il paese, Chiesa in Valmalenco, com’è? Molto particolare, un fitto nucleo edificato disposto a X alla confluenza di due valli di alta montagna, la val Lanterna e la val Chiareggio, ha pur sempre una storia non banale da raccontare, legata anche a un’antica attività mineraria, oltre a scorci carini da offrire come la piazza della chiesa Parrocchiale, le ville liberty, l’accogliente via Roma pedonalizzata. Rimane poi forte l’identità di paese e l’orgoglio di campanile, rinvigorito anche da un nutrito nucleo storico di famiglie di milanesi e brianzole habitué ormai da più generazioni, affezionatissimi al ‘loro’ paese. Per molti, ogni anno il ritorno a Chiesa è una piacevole tradizione che unisce la famiglia. 

Conosciamo la Valtellina, con APF Valtellina.

L’Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina è Azienda Speciale della Provincia di Sondrio e ha l’obiettivo di comunicare e promuovere questo territorio montuoso nel nord della Lombardia, al confine con il cantone svizzero dei Grigioni, che, in uno spazio relativamente contenuto, racchiude un’infinita varietà di emozioni. È un luogo dove imparare ad amare e a vivere la montagna nelle sue espressioni più autentiche: dal richiamo irresistibile e severo delle cime, anche oltre i 4.000 metri, alla dolcezza di prati, pascoli e vigneti. Una palestra a cielo aperto adatta a tutti, dagli amanti dello sport alle famiglie, da scoprire ognuno al proprio passo. Ma la Valtellina è anche un territorio di borghi ricchi di storia, dove le tradizioni sono conservate da produttori, vigneron, agricoltori e allevatori, persone che valorizzano un’enogastronomia dalle caratteristiche uniche che difendono con orgoglio la propria terra. Per dar voce a questo mosaico di realtà che compongono un’unica destinazione, caratterizzata da valori ed eccellenze comuni (identità, ospitalità, accoglienza, purezza della natura, cultura, enogastronomia), APF Valtellina collabora con i vari Consorzi locali, infopoint ed enti di promozione turistica, oltre che protagonisti del mondo enogastronomico come Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina e Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina.