Arte del bootfitting. Nuovo progetto Rossignol


Lo scarpone da sci, più croce che delizia. La scelta dell’attrezzo giusto è sempre delicata, non solo per gli atleti ma anche per gli appassionati. A volte, per la paura di ritrovarsi ai piedi una scarpa che fa male, si rimanda l’acquisto. O peggio, si prende un numero in più ‘che non si sa mai’ (e sbaglia assai il negoziante che avalla questa scelta). Ed è anche per simili motivi che lo sci viene visto sempre di più dal grande pubblico come una sofferenza più che un piacere. Per favorire la crescita del movimento, tali situazioni non devono verificarsi. E allora, ben vengano progetti come quelli del gruppo Rossignol e Lange, che ha accettato la sfida di trasferire un po’ del know how del bootfitting di derivazione agonistica nel mondo consumer, mediante specifici corsi di formazione a favore degli addetti dei punti vendita. Perché c’è piede e piede, e a volte si deve adattare la scarpa all’anatomia dello sciatore, cosa che a livello industriale è molto difficile se non impossibile, in quanto la progettazione di scafi e scarpette è basata su un ‘piede medio’ che si riscontra solo nell’80% delle persone. Il bootfitting, insomma, deve essere ‘artigianale’ e completamente manuale. Vedi il video:

https://www.facebook.com/cras.dalbimbo?fref=ts

Non so se si rivelerà veramente rivoluzionario questo format Rossignol, ma sicuramente è un messaggio interessante verso un nuovo approccio ‘culturale’ dei negozi, verso un maggiore contenuto di servizio e una competenza tecnica superiore. E non a caso, a fare da apripista è stato scelto un negozio veramente ‘cult’, covo di agonisti e appassionati, come CRAS Dal Bimbo, che curiosamente non si trova vicino alle Alpi, ma a Zola Predosa alle porte di Bologna. Qui è il regno del ‘Bimbo’, nome d’arte di Claudio Bartolotti, skiman  e influencer, conosciuto in tutta la regione e non solo.

Ed è qui che la Rossignol ha lanciato questa piccola ‘Università dello Scarpone’, con il ‘docente’  Stefano Macori, valdostano, ricercatissimo maestro di bootfitting, già in Coppa del Mondo, con le squadre italiane e canadesi. “Il segreto è considerare la persona a 360 gradi e valutare il complesso piede-scarpa-sci”, mi ha raccontato Stefano Macori durante il corso pilota tenuto presso Cras Dal Bimbo. Ma in cosa consiste il lavoro?

Il livello base fornisce le nozioni più importanti di morfologia del piede, ma anche le giuste direttive per accogliere il cliente che entra in un negozio per provare gli scarponi.  “La corretta misurazione del piede è un concetto che sembra banale ma non lo è. Lo stesso possiamo dire per la valutazione dell’appoggio” aggiunge Macori. Lo step successivo è la prova scarpone, la termoformatura di base e l’uso delle solette step-in. Poi si lavora con plantari a tre archi, canting, lavorazioni particolari su scarpette. A un livello superiore sono gli studi sui plantari race, deformazione a caldo, allungamento scafi, metodi di raffreddamento, fresature, la messa a punto dell’assetto generale della scarpa (canting, suole, rialzi, durezze e delta). Per tutti questi stadi di conoscenza, Rossignol Lange terrà corsi di vari livelli presso la sua sede o presso i punti vendita.

E chissà, che il bootfitter non diventi un vero mestiere dello sci al pari dello skiman.



Aggiungi un commento

Questa domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di spam automatici.