Ski Safari Vallese part IV: Ovronnaz


C’è un dente di roccia scuro, conficcato nella neve nel bel mezzo delle piste. All’orizzonte, un oceano di cime. Chi sale quassù ad Ovronnaz – e bisogna volerlo, non ci si capita, perché siamo completamente fuori dalle grandi rotte – non manca mai di scattare una foto, in questo punto assolutamente particolare. Una sorta di masso erratico, scagliato da qualche forza geologica, chissà quante ere fa… Questo è un po’ il simbolo non ufficiale di una semi sconosciuta stazioncina del Vallese occidentale, dove si parla già abbondantemente francese. Mi ha davvero colpito, Ovronnaz: poche piste (20 km), ma molto lunghe, sovrastate dalle bizzarre cime della catena del Muvrennaz, tutte quasi sui 3000 metri. E poi grandi plateau innevati, in uno scenario un po’ diverso dal solito, per l’appunto caratterizzato da improvvise balze e picchi che rompono l’uniformità del bianco. Come quello descritto, che si nota di fronte salendo in seggiovia; oppure, dal raccordo che dallo skilift più alto, Tsantonnaire, porta all’altro skilift, il Petit Pré. Skilift? Sì, qui ci sono ancora, lunghi e duri, che ti tirano a strattoni, del modello francese di una volta… Ma poco importa: i valloni, i cliffs, e i panorami sulla valle del Rodano e sui 4000 delle Alpi dall’altra parte, valgono assolutamente il viaggio, magari nell’ambito del pacchetto ‘Ski safari’ che il Vallese propone anche al pubblico italiano a prezzi fortunatamente non sbalorditivi.

Le famose Verbier e Crans Montana non sono lontane, ma qui è un altro mondo. Il paese non è piccolo, sorprendentemente: in pratica è una distesa di graziosi chalettini e casette ammassate su una specie di terrazzino esposto a sud a 1300 metri, a guardare tutte le cime del Vallese. Vi si arriva dal fondovalle, all’altezza di Riddes poco prima di Martigny, dopo una scalata di enne+enne tornanti prima fra i vigneti e poi… improvvisamente arrivano i boschi e la neve. L’ingresso in stazione è assolutamente low profile, un piccolo parcheggio e una seggiovia vintage… le piste in alto non si vedono. Boh… Nulla lascia presagire grandi sciate. Ma poi in cima lo scenario è incredibile. Riguardo alle piste, che permettono un dislivello continuo di oltre 1100 metri, le più spettacolari sono le due citate servite dai T-bar, ma in particolare la Tsantonnaire 4 e a fianco la Cote Six, che si sviuppano in un vallone pieno di neve fresca al cospetto del Dent Favre, altra imponente cima rocciosa dalla forma torreggiante che arriva vicina ia 3000 m. Buone e con bei movimenti naturali anche le rosse della quadriposto Bougnonne, mentre l’asse portante del comprensorio è la centrale seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico Col Express.

PS 1 Per la cronaca… in questi giorni, impianti aperti, se qualcuno avesse modo di sconfinare o si trovasse già in Svizzera..

Postilla 2: in realtà il luogo ufficialmente più fotografato di Ovronnaz sono i bagni termali e le fumanti piscine infinity all’aperto con acqua fra 32 e 35 gradi e le spa in mezzo alla neve. Sono la vera attrazione… Davvero spettacolari. Per un perfetto mix sci+terme.



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