Una Vialattea che risplenderà...

Me lo chiedo da sempre: ma perché il grande sistema sciistico della Vialattea, se escludiamo il suo grande bacino di utenza naturale – diciamo Piemonte, Liguria, ovest Lombardia –, non viene mai riconosciuto per quanto merita dalla massa degli appassionati italiani? Sarò stato fortunato, ma l’ultima volta che ci sono stato a marzo scorso, viaggiando in lungo e in largo sugli sci da Sestriere e Pragelato a Sauze d’Oulx e San Sicario, fino a Cesana e Claviere, fino alla francese Montgenèvre, è stata assolutamente memorabile. Fra una piega e l’altra dicevo fra me e me, “Uaaahhh ma che roba è, ma che neve è!” Parola di Homo dolomiticus: non è possibile, per un amante dello sci, “saltare” la conoscenza sul campo di questo comprensorio internazionale. Le piste hanno caratteristiche tecniche secondo me uniche, sia prese singolarmente, sia per la complementarietà tra loro nelle varie situazioni ed esposizioni, con paese, bosco, campo aperto e vetta, ognuno come un ingredienti ben dosato. I tracciati a volte hanno sapore antico nel bosco, con movimenti e disegni vari e sorprendenti, come a Sauze d’Oulx, ma ora appaiono più moderni, come a San Sicario, mentre si dimostrano col loro pedigree classico-impegnativo nelle alte quote di Sestriere. Senza dimenticare i pendii dei Monti della Luna, sopra Cesana, con ampie vedute su colossi di roccia simbolici come lo Chaberton, e il collegamento internazionale con i cugini francesi del Montgenèvre. Il carosello, insomma, è sterminato e variegato. Secondo i dati ufficiali arriva fino a 400 km di somma lineare di tutte le 321 piste (anche se a onor del vero, alcune non sempre vengono aperte), con 72 impianti di risalita, tra i 1400 e i 2800 metri di quota, l'80% dei quali al di sopra dei 1900 metri. Caratteristiche uniche in Italia, veramente, e rare nel mondo: provate a controllare. Persino gli stessi operatori del luogo non si rendono in conto fino in fondo di avere fra le mani un brand dal valore straordinario. Ma allora, cosa c’è che non va e che potrebbe andare meglio? Innanzitutto un recente passaggio societario, da una gestione per certi versi sicuramente meritoria ma sostanzialmente di stampo imprenditoriale famigliare, a un grande player di livello internazionale, non può che fare bene, almeno in teoria (parleranno al riguardo i risultati dei prossimi anni). Infatti, dal 2024 Vialattea e Bardonecchia sono insieme, entrambe controllate da Motta Holding, società del fondo iCON Infrastructure Partners. Viene così avviato un percorso di integrazione tra due realtà con identità e caratteristiche complementari con l'obiettivo di creare un grande sistema alpino per i mercati internazionali. Un'offerta che arriva a 500 chilometri di piste, 370 tracciati e 95 impianti di risalita, con una media di 2 milioni di primi ingressi ogni anno.
Ma sarà dura scrollarsi di dosso un’immagine ‘vecchia’ e un andamento in certe stagioni zoppicante (almeno così veniva percepito, a torto o a ragione). Che cosa si criticava della Vialattea? Mah, c’era che alcuni impianti venivano quasi lasciati morire negli anni (come gli skilift Tuassiere e Moncrons nell’estremità orientale di Sauze d’Oulx), c’erano i cul de sac e gli incroci di impianti senza spazi, le piste strette battute con appena 7 o 8 passate di gatto quando ce ne starebbero almeno il doppio, collegamenti fra aree a volte cervellotici, con impianti addirittura spostati e rimontati altrove… I miglioramenti in realtà c’erano sempre stati anche negli anni scorsi, ma sembravano più improvvisazioni che frutto di un progetto complessivo. Però ci sono tanti innamorati della Val di Susa e della Val Chisone, e qualcuno di loro investe o torna a investire. Boutique hotel, ristorantini in quota... sì qualcosa si muove. Ci sono eccellenze e saperi montani formidabili, e i geni di una storia antica, non banale, perché queste valli sono percorse e abitate da millenni. Il problema di queste zone è sempre il confronto con le iperefficienti e superpettinate stazioni sciistiche delle Dolomiti. Eppure paradossalmente anche quelle della Vialattea ridiventano ‘belle’, di un bello un po’ diverso, in confronto a uno sci dolomitico dove tutto è ‘troppo bello’, ‘troppo perfetto’, ma a scapito a volte dell’autenticità e con il rischio delle derive overturistiche. Un altro problema su cui lavorare a livello di comunicazione è la falsa percezione di ‘lontano’ da parte del pubblico del nord est e centro Italia…
Ora comunque la musica dovrebbe cambiare: nella stagione sciistica 2026/27, in programma dal 5 dicembre 2026 all'11 aprile 2027, si punta al rinnovamento dell’innevamento programmato, per cui sono stati investiti oltre 20 milioni di euro. Non si parla quindi di fantasmagorici nuovi impianti, per ora, ma è chiaro che tali investimenti sono strategici per garantire continuità, affidabilità e qualità dell’offerta sciistica. A Sestriere sono in fase di ultimazione i lavori nel settore Banchetta, che completano un progetto pluriennale sulla pista 8, pista La Blu e pista Bimbo Bassa. Nell'estate 2026 sono stati inoltre avviati i lavori di rinnovamento della rete di innevamento nelle aree di Sauze d'Oulx (Clotes, pista 52, e Pian della Rocca, piste 42 e 2002), Cesana-Sansicario (pista Olimpica Bassa e pista 79 alta/Olimpica alta) e Cesana-Claviere (pista 91) con l’obiettivo di creare un comprensorio più omogeneo, capace di garantire condizioni ottimali anche alle quote più basse.
Tra le novità della stagione c'è anche lo sci in notturna sulla Kandahar Giovanni Alberto Agnelli, simbolo di Sestriere, in particolare nel periodo natalizio dal 26 al 29 dicembre e a carnevale dal 6 al 9 febbraio. Un ritorno che richiama una pagina importante della storia dello sci internazionale: proprio sulla Kandahar, nel 1994, si disputò la prima gara di Coppa del Mondo in notturna, con la vittoria di Alberto Tomba nello slalom davanti a migliaia di spettatori.
Anche l'offerta dedicata alle famiglie e ai principianti viene ulteriormente rafforzata. A Sestriere, tra le seggiovie Cit Roc e Garnel, è allestita la nuova zona Primi Passi, servita da un tappeto di risalita e organizzata per accogliere il campo scuola, oltre ad un’area ad uso esclusivo per le attività con bob e slittini, e poi ancora una zona training per i primi approcci alla neve con accanto un ampio solarium. Sempre a Sestriere un nuovo tappeto Jolly coperto affianca i due già presenti; mentre nell'area Anfiteatro è stato sostituito il tappeto esistente.
A Sansicario viene valorizzata l'area del Campo Scuola, che quest’anno è accessibile con tutti gli skipass del pool Vialattea. Anche a Sauze d’Oulx in zona Sportinia e Clotes, e Claviere in partenza impianti sono a disposizione tappeti di risalita e aree dedicate.
Fabio Bottonelli