Lo sci nell'era degli inverni senza neve: riflessioni a ruota libera. E qualche dato...


Lo sci sta cambiando. Perché ormai ci stiamo abituando a sciare senza la neve attorno. E la montagna si trasforma in una meta dove vivere la natura a 360 gradi, neve o no, in un ambiente autentico. Ce ne stiamo rendendo conto in questi giorni vacanzieri, soprattutto nelle Dolomiti. E, forse, stanno per cambiare anche i parametri che definiscono la stazione sciistica ideale. Quella con più km di piste? Con gli impianti più grandi e veloci? Con la maggiore precipitazione nevosa stagionale? Con i migliori servizi per non sciatori? Un po’ di tutto questo, certamente, ma non esclusivamente. Nel prossimo futuro a fare la differenza fra una località e l’altra saranno gli apparati tecnici in grado di innevare perfettamente un’ampia superficie sciabile nei pochi giorni utili di freddo. Con la neve naturale che diventa sempre di più una scenografia, che può esserci come non esserci. Perché dobbiamo rassegnarci, l’importante sarà sciare bene con le gambe, e non solo con gli occhi. La vigilia di Natale, nell’intero Dolomiti Superski erano già più di 800 i km di piste agibili; oggi sono quasi 1000, sotto un sole ‘da paura’, costante e implacabile (ma molto piacevole, peraltro), nell’ormai consueto panorama di lunghe strisce bianche sul verde marrone delle montagne. E’ vero che a scorrere i dati di Skipass Panorama Turismo, l’osservatorio promosso da ModenaFiere, e curato da Jfc, il ranking delle stazioni sciistiche, a prima vista viene ancora influenzato da parametri ‘tradizionali’: nella classifica generale sempre prima è Cortina d’Ampezzo, che gode dello status di località più famosa; Madonna di Campiglio, seconda in classifica generale, è considerata la più trendy; San Candido quella con gli alberghi migliori; la Val Gardena quella con il più alto livello di sicurezza; Sestriere quella con le piste migliori; Cervinia è considerata la zona con la maggior garanzia di innevamento, segno che il valore dell’alta quota è sempre percepito come importante. Ma andando più a fondo nell’analisi si scopre che in vetta alla classifica dei comprensori (quindi non dei paesi) c’è proprio Plan De Corones (nella foto), che pure ha ‘solo’ un centinaio di km di piste. Cioè la stazione sciistica considerata più all’avanguardia in Italia per le dotazioni tecniche ed infrastrutturali. Guardacaso, l’ultimo fine settimana di novembre a Plan de Corones erano già aperte tutte le piste principali, pur senza un grammo o quasi di neve naturale. Da rilevare anche con soddisfazione che il know how tutto italiano in materia di innevamento e manutenzione piste ha garantito alti riconoscimenti in base all’autorevole studio internazionale Best Ski Resort 2016 a 4 nostre stazioni importanti. Infatti la new entry Livigno si aggiudica direttamente il secondo posto nella classifica generale, e brilla anche con vittorie piazzamenti tra i primi 5 posti in varie categorie individuali. Come già nel 2014, insieme a Livigno, Plan de Corones, Val Gardena e Alta Badia, si piazzano tra le prime dieci località classificate. Altro dato interessante, sempre secondo Skipass Panorama Turismo, è che nonostante le ultime stagioni non particolarmente nevose, nell’inverno 2016/2017 circa 1 milione 180 mila persone (per potenziali 3 milioni 900 mila presenze) si dirigeranno verso destinazioni montane capaci di offrire uno sci ad alto livello – parametro questo sempre trainante e imprescindibile – unito a un vero e proprio ‘stile di vita’ di montagna da godere insieme a tutta la famiglia (per inciso: quest’ultimo aspetto, della montagna come luogo di socialità degli affetti sembra un nuovo trend).  Il fatturato complessivo del sistema montagna bianca (ospitalità, servizi e pratica sportiva) si avvicinerà a 10 miliardi di euro, con una crescita di 4,5 punti, con un incremento degli arrivi stimato nel +3,2% e delle presenze stimato in un+3,8%. Speriamo che queste previsioni positive saranno poi confermate dai consuntivi di fine stagione….

Nella foto: verso Forcella Averau, Cortina d'Ampezzo



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