'Sando' perchè sì! Modulare e sostenibile, in attesa di un grande progetto


Se un amico vi proponesse per un fine settimana una stazione sciistica con un paio di impianti soltanto, come reagireste? Probabilmente non ne sareste molto allettati. E se ora vi dicessi: San Domenico di Varzo? Praticamente ha solo due seggiovie ‘vere’ (anche se le cifre ufficiali parlano di 7 impianti…). Eppure, sentite qua: ve lo consiglio caldamente come stazione sciistica ‘antica-moderna’ a un tempo. Da buon Homo dolomiticus, confesso che non c’ero mai stato, ma adesso l’ho scoperta, ‘Sando’ (provincia VB - Verbano Cusio Ossola). Perché antica-moderna? Antica per la ormai cinquantennale tradizione, e per certe cosette che verranno sistemate nel prossimo futuro nell’ambito di un colossale progetto di sviluppo (come la stretta strada da Varzo, ma ne parleremo in un successivo articolo), ma che ora danno un sapore d’antan.

Moderna, perché la stazione delle Alpi Lepontine in vista della piramide del Monte Leone, si avvicina bene alla nuova concezione dei domini sciabili sostenibili e ‘modulari’: ovvero, bastano pochi lunghi e potenti impianti per dare una buona ‘densità’ di tracciati alternativi vicini, in un crescendo di valore tecnico. San Domenico è proprio così: con 1100 m di dislivello e in pratica solo 2 seggiovie importanti, la Ciamporino Dosso e la Bondolero, offre ben 35 km di piste (magari considerando anche le varianti in fuoripista o ‘quasi’ fuoripista come la ski route freeride n. 10 ‘Dosso’: ma questo è peccato veniale, lo fanno in modo assai più sfacciato località celebrate): più ripide quelle più brevi e che picchiano giù nella parte superiore, e man mano più dolci quelle che fanno il giro largo sulla montagna e nei tratti inferiori.  Lo snodo della stazione è ai quasi 2000 dell’Alpe Ciamporino, a cui si arriva con vecchia seggiovia di arroccamento in 2 tronchi. Dall’Alpe Ciamporino parte la moderna quadriposto Ciamporino-Dosso, che porta a 2500 metri, dopo un ardito passaggio ‘in curva’ a una stazione intermedia (dove i meno bravi possono scendere). Nel tratto alto ci sono solo piste rosse e nere, più o meno parallele. Vicine, ma diverse, ciascuna con la sua personalità. Poco discosta, c’è anche la nuovissima seggiovia 6 posti Bondolero, altro fiore all’occhiello, che apre ulteriori opportunità (2 piste rosse e una nera). Senza contare le varianti fuoripista, a lato dei tracciati battuti. Dalla sua, Sando ha infatti un innevamento naturale da record (punte di quasi 4 metri in questi giorni) e una qualità di powder altissima (tanto che le piste da Alpe di Ciamporino in su non hanno innevamento con i cannoni, caso ormai raro sulle Alpi) grazie alla posizione a cavallo dei monti di confine: il vuol dire prendere neve anche dalle perturbazioni da nord oltre che da quelle da sud ovest. Nel tratto in basso la pendenza si addolcisce, come in una sorta di conca-anfiteatro. Per i meno bravi, a supporto c’è anche poco più in basso al sole, la quadriposto fissa Ciamporino, a servizio di 4 piste tra cui il notevolissimo snow park e un campo scuola veramente unico. Infine, la seggiovia di arroccamento dal paese offre una bella pista d’altri tempi (ma dotata di innevamento programmato), l’Intermedia più la Casa Rossa, le uniche fra gli alberi. E non preoccupatevi se questo impianto è una biposto Leitner con sedili rossi in ferro, accessibile mediante un’improponibile (per gli standard attuali) stradina pedonale... Tutto ciò rimarrà un ricordo  romantico, testimone di un altro sci ben noto a chi è negli -anta, perché verrà ovviamente sostituita con un impianto di nuova generazione nell’ambito del citato progetto di sviluppo (vedi prossimo articolo), di cui caposaldo sarò il nuovo hotel La Vetta del gruppo Mirahotels. E allora a Sando di romantico rimarranno la natura e le montagne, il che non è poco.



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